Mediazioni risolutive

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Si definisce lobbying il tentativo di influenzare il processo decisionale di ufficiali e funzionari pubblici, legislatori, o qualunque responsabile delle scelte pubbliche. Tale attività può essere svolta da qualsiasi gruppo organizzato in grado di esercitare pressione (appunto, lobby) facendo forza o sulle proprie disponibilità materiali o sul proprio grado di influenza legato alla fama, alle conoscenze personali o alla posizione sociale.
La parola “lobby”, dal latino “laubia = loggia”, a partire dal XIX secolo è stata usata nell’ambito del parlamento inglese per indicare le sale in cui i deputati e politici incontravano pubblicamente i rappresentanti dei gruppi di interesse, con il tempo chiamati lobbisti.
Per cui l’attività di lobbying non è sbagliata o scorretta in sé, poiché garantisce la possibilità a gruppi organizzati di cittadini di far valere i propri interessi, in forza dei principi democratici della libertà di pensiero ed espressione, e del diritto di presentare petizioni al governo. Quindi, se correttamente regolamentata, è un’azione che può migliorare la qualità delle scelte pubbliche nel momento in cui vi sono una varietà di gruppi di pressione che, in competizione tra loro, partecipano al conseguimento dell’interesse comune.

(Tratto dal sito dell'ANAC)