L'attuale Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, ha fermamente sostenuto la norma conosciuta come legge Bonafede con la quale nel nostro Paese è stato cassato con un colpo di spugna uno dei principi cardine del sistema penale, la prescrizione.
In ogni ambito del diritto è previsto un termine entro il quale esercitare la facoltà di far valere le proprie ragioni. In ambito penale tale facoltà su impulso della persona offesa o d'ufficio, è esercitata dal Pubblico Ministero che, svolte le indagini del caso, può giungere a due diverse conclusioni:
- se ha raccolto sufficienti elementi su cui fondare l'accusa dichiara chiuse le indagini dandone comunicazione agli indagati mediante avviso ex art. 415 bis, i destinatari dell'avviso hanno facoltà di chiedere di essere interrogati per dimostrare le loro ragioni in merito ai fatti contestati. Ne consegue:
- se l'interrogatorio o le memorie non sono sufficienti a scagionare l'indagato il PM esercita l'azione penale e l'imputato viene rinviato a giudizio
- se l'interrogatorio o le memorie sono sufficienti a scagionare l'indagato il PM chiede al Giudice per le indagini preliminari l'archiviazione del procedimento
- se non ha raccolto sufficienti elementi per sostenere l'accusa in giudizio chiede al Giudice per le indagini preliminari l'archiviazione del procedimento
Con il termine prescrizione si intende il periodo entro il quale deve concludersi l'intero iter processuale prima che si estingua per il solo fatto che sia decorso il tempo massimo che il legislatore ha stabilito come periodo entro il quale si debba concludere il procedimento per qual tipo di reato.
La legge ex Cirielli aveva stabilito come termine di prescrizione la pena massima prevista per il corrispondente reato (ad esempio per il reato di rapina è prevista una pena da 5 a 10 anni, quindi la prescrizione era di 10 anni) a cui sommare un eventuale ulteriore periodo in presenza di cause interruttive.
Con la riforma Bonafede la prescrizione decorre fino alla sentenza di I grado, momento in cui si blocca ed il carico pendente potrebbe durare in eterno.
Con il lodo Conte-bis il blocco andrebbe a riguardare solo le sentenze di condanna mentre in caso di assoluzione continuerebbero a decorrere i termini ai fini della prescrizione.